LUCCA EDUCA

Percorsi informativi e formativi per la crescita e l’educazione 

Webinar e incontri rivolti a mamme, papà, insegnanti, educatori, ragazzi…e persone curiose Progetto cofinanziato da Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca nell’ambito del Bando Generico Genitori si diventa. 

I genitori di oggi manifestano una fragilità inedita, mai sperimentata dalle generazioni precedenti. Se negli anni è stato azzerato positivamente il senso dell’autorità (il padre padrone di una volta), non è stato  fornito alle nuove famiglie un “manuale” per gestire i propri figli, con la conseguenza di lasciarle spesso in balia di informazioni sconnesse, in una situazione di confusione e frustrazione. Per cercare di  ovviare a questa mancanza, è utile rendere concreto un sistema organico di informazioni educative, età per età  (dalla nascita fino alla tarda adolescenza), scandendo un percorso di crescita sereno per bambini e ragazzi, nel  quale ogni famiglia può trovare un riferimento efficace e aperto. Una guida completa passo a passo verso una  nuova organizzazione educativa, che spiega con concretezza come liberarsi da false notizie e falsi miti, adottare  la giusta distanza e sintonizzarsi sull’età dei figli, per fare “ogni cosa a suo tempo”, senza perfezionismi ma con  sufficiente sicurezza, puntando sul gioco di squadra tra i genitori e le diverse figure educative che si occupano dei ragazzi. Perché a essere genitori positivi e ben organizzati non si sbaglia mai. 

Le mamme e i papà hanno bisogno di supporto, di fiducia più che di consigli sporadici e che non si fondino su solide basi educative. Hanno bisogno di ascolto, condivisione. (D.Novara) 

Lucca Educa si pone l’obiettivo di effettuare cinque incontri volti a presentare in maniera  divulgativa approcci e metodologie a sostegno della genitorialità, dell’educazione e all’ascolto  diretto e la condivisione con ragazzi e giovani dei propri bisogni. La scelta dei relatori è stata  orientata per tematiche e problematiche che vanno dal ruolo dei genitori nel percorso educativo fino al dialogo diretto con gli adolescenti. Privilegiando relatori con in quali ha già avuto modo di  lavorare in passato, Zefiro vuole significare la continuazione di un dialogo già aperto con la  comunità che agli eventi precedenti ha partecipato numerosa.  

Obiettivi generali: 

– riconoscere protagonismo e valore alla “comunità educante”, per sperimentare, attuare e  consolidare proposte sperimentali nelle quali i bambini, i ragazzi e le famiglie diventino  protagonisti sia come beneficiari degli interventi, sia come soggetti attivi d’intervento.   – attivare una comunità che cresce “con” loro, e non solo per loro, che educa gli adulti del domani,  ma che si fa anche educare e cambiare da loro. 

 – trasformare in opportunità la crisi sociale delle famiglie dovuta alla pandemia, dando valore alla  consapevolezza maturata durante questo tempo sospeso. 

 – sostenere i genitori nel proprio ruolo, dalla nascita all’adolescenza, attraverso la realizzazione di azioni educative di gruppo tra pari e alla presenza di esperti, per favorire il benessere familiare  basato sulla cura, la socializzazione, la prevenzione, l’educazione di bambini e giovani, anche con  fragilità, 

– sostenere i bambini e le loro mamme e papà nella ricerca delle personali risposte ai propri  bisogni o problemi. 

– strutturare, attorno a bambini e ragazzi in difficoltà, una proposta di interventi complementari, a supporto anche delle competenze genitoriali della famiglia di provenienza, che spaziano dalla  formazione, al confronto tra pari, agli stimoli extrascolastici, alle buone relazioni, alle attività di  prossimità. 

– favorire la crescita individuale dei bambini e degli adolescenti, attraverso l’acquisizione di una maggiore conoscenza e gestione delle emozioni, di una educazione al conflitto, della capacità di  sviluppare resilienza, di maturare la consapevolezza di poter essere cittadini attivi con l’obiettivo di  creare condizioni che evitino il formarsi di forme di disagio, emarginazione e atteggiamenti  antisociali

Progetto europeo Kinderstadt goes Europe

Dal 6 al 9 settembre si sono tenuti gli incontri conclusivi del progetto europeo Kinderstadt goes Europe, iniziato nel 2018 e che ha visto la partecipazione di 4 partner europei membri della rete Yes Forum: St. Johannis Gmbh (Germania), GioNet (Italia), Ruhama Foundation (Romania), Cmo Stamm (The Netherlands) e Resurcentrum Arvidsjaur (Svezia).

Il contesto del progetto è l’idea che la Kinderstadt (città dei bambini), che è attualmente realizzata in diverse città e paesi in Germania e gode di un’elevata accettazione a livello regionale, in futuro sarà implementata in altri paesi europei.

La St. Johannis GmbH intende porre il tema Kinderstadt, che implica fattori come l’educazione politica, l’apprendimento non formale e la partecipazione dei bambini, al centro della cooperazione transnazionale.

Ma cosa significa Kinderstadt? E che cos’è?

La parola tedesca significa letteralmente “Città dei Bambini”, è un grande spazio dove si realizza una vera città “in miniatura”, dove i bambini e le bambine ritrovano inscenate le più importanti strutture della società “adulta”. Questo permette loro di conoscere ed esperire il funzionamento della società giocando.


Il significato della prospettiva europea:


Realizzare il proprio concetto di Kinderstadt nel paese di provenienza (Italia, Romania, Svezia e Olanda) rappresenta l’opportunità di esercitare i valori dell’Unione a più livelli:
1) La cornice dello scambio delle buone pratiche tra partner europei realizza una feconda contaminazione a beneficio del progetto da realizzare in ogni paese coinvolto e viceversa: il contributo dei soggetti partner al progetto permette l’implementazione e lo sviluppo del concetto di partenza;
2) Lo scetticismo dei giovani nei riguardi della politica locale, nazionale ed europea è un fenomeno che può essere arginato avvicinando la politica ai giovani, permettendo loro di conoscere e capire il suo funzionamento e le sue competenze, e quindi anche dell’importanza dell’interesse e della partecipazione di ogni cittadino e cittadina alla vita politica, partendo dal coinvolgimento dei bambini e delle bambine in un “gioco serio”come può esserlo la Kinderstadt, dove ci si propone come candidati alle elezioni
comunali, dove si vota, dove si discute di chi votare, dove il sindaco eletto fa concrete proposte di miglioramento all’organizzazione.

A Lucca, lunedì 6 settembre sono iniziati i lavori di preparazione per la conferenza finale di chiusura del progetto, realizzata il 9 settembre in modalità mista: i partner del progetto in presenza presso la sede di
Zefiro e i membri della rete Yes Forum collegati da remoto alla piattaforma Zoom hanno realizzato la conferenza finale in streaming sulla pagina facebook di Zefiro.
Sono stati presentati i lavori svolti durante i 3 anni di durata del progetto e le prospettive future: dopo il primo incontro dall’avvio del progetto, tenutosi nell’estate del 2018 a Bernburg, durante il quale i soggetti
partner hanno visitato la Kinderstadt e appreso il modello di svolgimento dell’iniziativa, nella primavera del 2019 è stata realizzata una Kinderstadt a Oradea (Romania), chiamata “Città Arcobaleno” costruita al
fine di creare uno spazio di inclusione e condivisione tra bambini e bambine rom. Nell’estate del 2019 i partner si sono incontrati nuovamente in Svezia, ad Arvidsjaur, dove sono stati realizzati 3 giorni di Kinderstadt, dal titolo “Let’s go Kids”.
Durante il periodo di rallentamento del progetto dovuto alle misure di contenimento della pandemia da covid-19, i partner hanno continuato a lavorare al modello di Kinderstadt da realizzare nelle proprie città.
Nel 2022 ci auguriamo di vedere la prima Città dei Bambini a Lucca!