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Alla terra bisogna tornare – inizia l’avventura “Farmville”

Tredici ragazzi, anzi, dodici e una ragazza, sei italiani e sette stranieri, dall’Albania, dal Gambia, dal Benin e dal Senegal. E una sfida, diventare operatori agricoli.

Alle spalle tredici storie differenti, davanti, per tutti, due anni insieme, la durata del corso “Farmville”, che insieme hanno cominciato a frequentare.

Il corso, finanziato dalla Regione Toscana e che vede impegnata direttamente sul campo la nostra Agenzia (capofila del progetto è Per-Corso) è finalizzato a creare gli operatori agricoli di domani, i quali dalla terra, grazie anche alle competenze acquisite da un panorama di diverse discipline, dovranno essere capaci di continuare il nobile lavoro dell’agronomo e del tecnico di macchine ed attrezzature agricole.

I ragazzi, che hanno tutti dai sedici ai diciotto anni, hanno anagraficamente adempiuto all’obbligo scolastico, ma, come previsto dal decreto ministeriale del 22 agosto 2007, il diritto-dovere all’istruzione termina con il raggiungimento di una qualifica di secondo livello EQF (il quadro europeo delle qualifiche), il conseguimento cioè di un titolo di istruzione secondaria. Una situazione in cui si è con un piede fuori e con uno dentro, tra scuola e lavoro, tra obbligo formativo e scelta autonoma del proprio futuro.

“Drop-out”, alla lettera “caduti fuori”, ma l’abbandono scolastico, accezione che suona in questi termini negativa, nasconde dietro di sé molte motivazioni.

Dove c’è qualcosa che si interrompe, qualcos’altro può unire.

Le sfide non sono mai semplici, riproporre la classica lezione frontale di certo servirebbe a poco, per questo le sedie sono in cerchio e ognuno si guarda negli occhi come ad una grande tavola rotonda. Se l’obiettivo è quello di apprendere tutte le operazioni relative alla lavorazione e alla fertilizzazione dei terreni, alle semine, ai trattamenti fitosanitari, alle potature, alla raccolta e a tutte le altre lavorazioni agronomiche e di coltivazione delle produzioni arboree, erbacee ed ortofloricole, alla terra bisogna tornare, ecco perché “Farmville”: perché in fattoria questi ragazzi passeranno almeno 1.000 ore delle 2.000 previste dal corso. Le altre mille prevedono il recupero di tutte le unità formative, scienze, italiano, diritto.

Il corso è cominciato da solo due settimane e ogni sfida porta con sé obiettivi in cui credere e un grosso carico di interrogativi.

Intanto qualcosa che viene dalla terra ha impegnato tutti, ognuno di loro ha seminato in piccoli vasetti la segale, l’aglio e, anche se non è la stagione, il fagiolo, proprio per provare la cadenza temporale delle diverse semine. Queste piantine daranno i loro frutti?

Qualcosa campeggia al centro dei vasetti umidi, una pianta di mango, ponte tra le diverse storie di ognuno di questi ragazzi e albero dai frutti dolcissimi. Noi confidiamo sia di buono auspicio.